Il mercato è in attesa, i tre principali indici azionari statunitensi hanno aperto in calo, il Nasdaq è sceso dello 0,13%, i prezzi del petrolio sono risaliti dell'1% nella giornata, l'oro spot è sceso sotto i 4300, e il dollaro USA si è rafforzato
Mercoledì i mercati globali sono stati generalmente in attesa. Il mercato azionario ha affrontato un dilemma con movimenti contrastanti, i prezzi del petrolio sono rimasti incerti dopo il più lungo calo consecutivo dell'anno; i rendimenti dei Treasury USA sono rimasti quasi stabili, mentre il dollaro si è rafforzato contro la tendenza, sostenuto dalla linea rigorosa della Fed, diventando il punto saliente della giornata.
I tre principali indici azionari statunitensi hanno aperto in calo: il Dow Jones è sceso dello 0,18%, lo S&P 500 dello 0,11% e il Nasdaq dello 0,13%. I titoli tecnologici più quotati hanno avuto performance contrastanti: Meta è salita dell'1,13%, SK Hynix è scesa dell'1,57%; il prezzo di IONQ è salito del 13%, registrando il maggior guadagno intraday dal 30 luglio. L'oro spot è sceso sotto i 4300 dollari/oncia, scambiando a 4299,92 dollari/oncia. Il dollaro è salito per il quarto giorno consecutivo, raggiungendo il livello più alto da luglio.
La situazione tra USA e Iran ha continuato a dominare il sentiment di mercato. Secondo CCTV News e Xinhua News Agency, su richiesta statunitense, rappresentanti di USA e Iran hanno tenuto una discussione di tre ore all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e preparato incontri successivi. Trump, nel suo discorso all'AGNU, ha affermato di dover affrontare una scelta cruciale: o raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra, o «distruggere rapidamente l'Iran», esprimendo però la convinzione che entrambe le parti raggiungeranno un accordo dopo le elezioni di metà mandato. In precedenza aveva indicato che i funzionari USA avevano avuto colloqui «molto fluidi» con gli inviati iraniani. Il greggio Brent è salito dell'1,0% nella giornata, scambiando a 96,37 dollari/barile.
I tre principali indici azionari statunitensi hanno aperto in calo: il Dow Jones è sceso dello 0,18%, lo S&P 500 dello 0,11% e il Nasdaq dello 0,13%. I titoli tecnologici più quotati hanno avuto performance contrastanti: Meta è salita dell'1,13%, SK Hynix è scesa dell'1,57%; il prezzo di IONQ è salito del 13%, registrando il maggior guadagno intraday dal 30 luglio.
L'indice del dollaro è salito per il quarto giorno di borsa consecutivo, +0,1%.
Lo yen è sceso dello 0,1% a 157,56 contro il dollaro.
Il rendimento dei bond governativi australiani a 10 anni è sceso di 6 punti base a 5,24%.
Il greggio Brent è salito dell'1,0% nella giornata, scambiando a 96,37 dollari/barile.
L'oro spot è sceso sotto i 4300 dollari/oncia, scambiando a 4299,92 dollari/oncia.
Bitcoin è salito oltre l'1%, a circa 87200 dollari.
Prezzi del petrolio in oscillazione, mercato azionario in attesa
Il greggio Brent ha oscillato ampiamente intorno ai 99,50 dollari/barile, con tori e orsi in difficoltà a imporre una chiara predominanza. I futures sull'indice Nasdaq 100 sono rimasti vicini ai massimi storici, mentre i futures sullo S&P 500 hanno mostrato poca reazione; anche gli indici di riferimento in Europa e Asia hanno mancato slancio rialzista.
Emma Moriarty di CG Asset Management ha dichiarato: «L'appetito al rischio dei mercati, insieme alle prospettive sui tassi d'interesse e sull'inflazione, dipenderanno in larga misura dalle aspettative e dai movimenti dei prezzi del petrolio. Il Brent è sceso, ma i livelli restano comunque relativamente elevati e potrebbero necessitare di ulteriori ribassi.»
Dal punto di vista tecnico, l'indice MSCI Globale sta recuperando dai livelli di supporto, con ampio spazio per un ampliamento della breadth di mercato, segnalando complessivamente un quadro positivo.

In altre classi di attività, l'indice Bloomberg del dollaro è salito per il quarto giorno consecutivo, +0,1%. Gli investitori seguono con attenzione il discorso del governatore della Fed Michael Barr, poiché un altro funzionario aveva già avvertito che le pressioni inflazionistiche potrebbero persistere. L'oro è sceso dello 0,4%, a circa 4345 dollari/oncia, mentre Bitcoin è salito oltre l'1%, a circa 87200 dollari.

Dati economici contrastanti, sorpresa dall’Eurozona
Contesto di un calendario economico relativamente leggero questa settimana: mercoledì S&P Global ha pubblicato i PMI preliminari manifatturiero e dei servizi per settembre. Entrambi i dati USA dovrebbero confermare una crescita robusta.
L’Eurozona, invece, ha sorpreso positivamente: il settore dei servizi ha registrato un miglioramento superiore alle aspettative, portando l’attività del settore privato all’espansione più rapida in oltre tre anni. Il PMI composito Eurozona di S&P Global è salito da 52 ad agosto a 53,1, ben al di sopra della soglia neutrale di 50.


