La SEC ha dato il via libera alla tokenizzazione dei fondi e Cathie Wood intende trasferire le quote del fondo ARK sulla blockchain

Tapbit Wire - Tapbit NewsTapbit Wire·Fonte:ChainCatcher·
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Autore: Jae, notizie Tapbit

L'8 settembre Andy, fondatore di The Rollup, ha rivelato che un grande fondo ha ottenuto il «via libera» della SEC per tokenizzare le proprie quote e inserirle su blockchain.

Coincidenza o meno, i più recenti documenti regolatori della SEC indicano che ARK ha presentato richiesta di modifica del proprio ordine di esenzione. Se approvata, diventerà la prima grande istituzione statunitense di gestione patrimoniale a lanciare titoli tokenizzati basati su un'esenzione caso per caso.

Questa mossa riflette l’evoluzione graduale della regolamentazione degli asset digitali negli Stati Uniti: il quadro regolatorio universale della SEC per i titoli tokenizzati, denominato «esenzione per l’innovazione», è ancora «in fase di nascita», mentre nel contempo si lascia spazio alle principali istituzioni per sperimentare tramite esenzioni caso per caso. In precedenza, le società di gestione patrimoniale che entravano nel campo degli asset rappresentati su blockchain (RWA) emettevano prevalentemente asset tokenizzati su blockchain; ora invece iniziano a convertire direttamente le quote dei fondi da esse gestiti in titoli tokenizzati registrabili e trasferibili su blockchain.

L’integrazione tra mercati finanziari tradizionali e mercati on-chain sta raggiungendo un nuovo punto critico.

ARK chiede un’esenzione caso per caso per trasferire le quote del fondo su blockchain

Questa tendenza di mercato non è priva di fondamento. Secondo un documento ufficiale della SEC pubblicato il 24 agosto, il fondo ARK Venture Fund e ARK Investment Management hanno formalmente richiesto la modifica del loro precedente ordine di esenzione.

Già lo scorso anno ARK aveva ottenuto dalla SEC le relative esenzioni, consentendole di adottare una struttura di quote di fondo multiclasse; tuttavia, in quel momento il progetto non prevedeva la quotazione delle quote su borse valori né piani per creare un mercato secondario.

Il principale aggiornamento di questa richiesta consiste nell’introduzione di due nuove categorie di quote: una è la «Classe Quotata», che potrà essere quotata sulle borse valori nazionali; l’altra è la «Classe Tokenizzata», che utilizza la tecnologia del distributed ledger (DLT) per registrare la proprietà ed è l’elemento centrale della richiesta.

Secondo quanto previsto dal documento di richiesta, le quote tokenizzate potranno essere negoziate attraverso sistemi alternativi di negoziazione regolamentati (ATS) e circolare anche tramite altri meccanismi di quotazione, consentendo trasferimenti peer-to-peer tra wallet conformi.

Tuttavia, la libera circolazione è subordinata a rigorosi requisiti di conformità: il fondo e il suo agente di trasferimento dovranno effettuare audit KYC/AML (Know Your Customer/Anti-Money Laundering) sui wallet che detengono quote tokenizzate e soltanto i wallet inclusi nella whitelist autorizzata potranno detenere tali asset.

Di fatto, questo progetto mira a costruire un «mercato regolamentato di titoli on-chain», integrando i diritti legali, la registrazione dei trasferimenti e le verifiche di conformità tipici dei fondi tradizionali con il sistema di account e le capacità di regolamento della blockchain.

Va chiarito che le quote tokenizzate sono sostanzialmente ancora quote di fondi tradizionali e rientrano nella categoria dei titoli. La blockchain funge principalmente da infrastruttura per la registrazione e il trasferimento della proprietà. La SEC ha già precisato che la tokenizzazione di per sé non modifica gli attributi giuridici dei titoli.

Teoricamente, queste quote di fondo on-chain potranno in futuro integrarsi con stablecoin, protocolli di prestito e altri prodotti finanziari on-chain, generando combinazioni finanziarie difficilmente realizzabili nei mercati tradizionali.

Tuttavia esistono anche rischi: i fondi tradizionali vengono rimborsati in base al valore netto patrimoniale (NAV) giornaliero, mentre le quote tokenizzate potrebbero discostarsi dal NAV del fondo quando negoziate sul mercato secondario. ARK ha inoltre dichiarato nel documento di richiesta che i prezzi di negoziazione su borse, ATS o in transazioni peer-to-peer potrebbero differire dal valore netto del fondo.

È importante sottolineare che la richiesta di esenzione caso per caso di ARK è ancora in fase di revisione regolamentare e non costituisce lo stesso meccanismo dell’esenzione universale per l’innovazione attualmente pianificata dalla SEC. I documenti della SEC indicano che le parti interessate possono richiedere un’udienza entro il 18 settembre. Qualora la SEC non convochi un’udienza, di norma comunica i risultati della richiesta o i successivi passi in tempi brevi.

Dagli investimenti nei fornitori di servizi di tokenizzazione all'azione di ARK

Se la domanda verrà approvata e ARK riuscirà a tracciare la strada, l’intero settore tradizionale della gestione patrimoniale avrà un percorso standardizzato di riferimento.

ARK Venture Fund è un fondo a intervalli gestito da Cathie Wood, fondato nel 2022. Promuove la «democratizzazione del capitale di rischio», con una soglia minima di investimento di soli 500 dollari per gli investitori ordinari, focalizzandosi sui principali unicorni non quotati del settore tecnologico globale, tra cui OpenAI, Anthropic, Figure AI, la startup specializzata in chip Tenstorrent e SpaceX in fase pre-IPO.

Tuttavia, vincolato dalla struttura tradizionale dei fondi a intervalli, l’investitore non può trasferire o uscire liberamente su base giornaliera, ma deve affidarsi alla quota fissa di riacquisto del 5% aperta dal fondo ogni trimestre per realizzare il proprio investimento, generando un forte scollegamento tra il ciclo di realizzo dell’asset e la forte domanda di liquidità tipica delle azioni tech. La domanda di ARK potrebbe mirare proprio a risolvere questo problema.

Ancora più importante, ARK partecipa da tempo in profondità all’infrastruttura della tokenizzazione. Lo scorso anno, ARK Venture Fund ha investito circa 10 milioni di dollari nella piattaforma di infrastruttura RWA Securitize, che fornisce attualmente servizi di tokenizzazione a istituzioni leader nella gestione patrimoniale come BlackRock, Apollo e Hamilton Lane.

Dagli investimenti nei fornitori di servizi di tokenizzazione alla richiesta di tokenizzazione delle quote di fondo: le azioni di ARK rappresentano un’estensione coerente della catena del valore, dallo sviluppo dell’infrastruttura on-chain all’attiva sperimentazione di prodotti.

Questo spiega anche perché la domanda di ARK ha attirato l’attenzione: segnala che la partecipazione delle istituzioni tradizionali di gestione patrimoniale alle attività on-chain sta passando dalla fase 1.0 di «emissione di asset on-chain» alla fase 2.0 di «trasferimento delle quote di fondo su blockchain». In passato, l’ingresso della gestione patrimoniale nel mondo crypto riguardava principalmente l’emissione di asset tokenizzati; in futuro, sarà possibile trasformare i fondi gestiti in asset trasferibili e componibili su blockchain.

I tre passi della gestione patrimoniale verso la blockchain: la vera svolta deve ancora arrivare

Da inizio anno, il presidente della SEC Paul Atkins ha più volte evidenziato la necessità di definire un quadro regolamentare più adeguato per le transazioni basate su blockchain.

A marzo ha precisato che la SEC sta valutando il lancio di un’esenzione per l’innovazione, volta a consentire scambi limitati di determinati titoli tokenizzati, con restrizioni chiare di tempo e ambito, per accumulare esperienza pratica prima di definire regole durature. Ad aprile ha ulteriormente dichiarato che tale meccanismo è quasi pronto al lancio.

Tuttavia, questo processo non si è concretizzato come previsto dal mercato. Gli annunci previsti sono stati rinviati a causa della cancellazione, da parte della SEC, della riunione programmata per il 14 agosto.

Brett Redfearn, presidente di Securitize, ha indicato che una ragione significativa del ritardo è la preoccupazione regolatoria che tali politiche possano influenzare l’iter legislativo del «Clarity Act» del Congresso. L’esenzione per l’innovazione attende probabilmente progressi normativi specifici prima di essere implementata, con una finestra temporale probabile intorno ai primi di ottobre.

Tuttavia, da una prospettiva evolutiva a lungo termine, la migrazione su blockchain del settore statunitense della gestione patrimoniale segue una «triplice fase».

La prima fase è quella di validazione del prodotto. I fondi tokenizzati rappresentati da BUIDL di BlackRock e BENJI di Franklin Templeton hanno dimostrato che, nell’attuale quadro regolamentare sui titoli, i prodotti di fondo possono essere convertiti in forma tokenizzata e le quote su blockchain hanno fondamento legale e fattibilità pratica.

La seconda fase è quella della sperimentazione caso per caso. La domanda di ARK è l’ultimo sviluppo in questa direzione. La SEC consente a istituzioni di gestione patrimoniale come ARK di esplorare scambi più ampi di quote su blockchain tramite esenzioni ad hoc, testando questioni pratiche quali la circolazione sul mercato secondario, i trasferimenti peer-to-peer e i confini della conformità, accumulando esperienza per regole universali.

La terza fase è quella dell’implementazione del quadro regolamentare. Se l’esenzione per l’innovazione verrà lanciata ufficialmente in futuro, un numero crescente di titoli tokenizzati entrerà nel mercato on-chain entro ambiti definiti, e importanti gestori patrimoniali come Fidelity, WisdomTree e BlackRock probabilmente seguiranno con espansioni delle proprie linee di prodotti di fondi tokenizzati.

Naturalmente, ogni scenario comporta variabili: l’approvazione della domanda di ARK, l’avanzamento della legislazione congressuale e i tempi di attuazione dell’esenzione per l’innovazione restano tutti incerti.

Le tendenze stanno gradualmente emergendo: dopo il passaggio degli asset su blockchain, seguiranno le quote. La vera svolta per il settore potrebbe manifestarsi solo dopo che «le quote saranno su blockchain».