StandX annulla la TGE, conclude le operazioni ed esce
Titolo originale: «StandX annulla la TGE, chiude gradualmente ed esce» Autore originale: Biteye
Recentemente, sempre più progetti crypto stanno cessando le attività, ma StandX è un caso relativamente insolito. La maggior parte dei progetti passa attraverso raccolta fondi, emissione di token e calo dei prezzi, per poi interrompere progressivamente il supporto dopo che gli utenti si allontanano gradualmente; StandX, invece, ha scelto di porre fine a tutto prima della sua TGE.
Negli ultimi dodici mesi, i Perp DEX sono stati uno degli ambiti imprenditoriali più affollati nel settore crypto. Sono comparsi progetti come Aster, Lighter e Variational, e il mercato continua a cercare attivamente «il prossimo Hyperliquid».
Proprio mentre l’intero settore accelerava, StandX ha scelto di fermarsi.
Qualche mese fa, StandX stava ancora espandendosi rapidamente.
StandX ha inizialmente sviluppato la stablecoin fruttifera DUSD, spostando poi il proprio focus sui Perp DEX nella seconda metà del 2025. L’Alpha è stato lanciato nell’ottobre 2025 e la Mainnet è entrata ufficialmente in funzione a novembre, consentendo agli utenti di negoziare contratti perpetui utilizzando DUSD come margine, continuando nel contempo a generare rendimenti su DUSD.
StandX è effettivamente entrato in una fase di rapida crescita, cogliendo il momento migliore per i Perp DEX.
Grazie all’effetto ricchezza di Hyperliquid e Aster, il mercato ha iniziato a cercare costantemente «il prossimo Hyperliquid», con capitali e utenti che affluivano massicciamente nei Perp DEX, e StandX ha cavalcato questa ondata entrando in una fase di crescita.
Dall’inizio del 2026, i dati di StandX sono cresciuti rapidamente. A gennaio, il volume giornaliero su Perp era di circa 158 milioni di dollari; dopo il lancio del Position Yield ad aprile, l’Open Interest è passato da circa 25 milioni a oltre 100 milioni di dollari. Il 28 giugno, StandX ha raggiunto temporaneamente la quarta posizione nel ranking del volume giornaliero su Perp DEX di DeFiLlama; a luglio, il team ufficiale ha rivelato circa 235.000 utenti e un volume giornaliero di scambi pari a 700 milioni di dollari.
In quel periodo, il team proseguiva ancora l’espansione, lanciando progressivamente prodotti come Universal Markets, Community Maker Yield e Community Vault, con l’obiettivo di evolvere da un semplice Perp DEX verso un mercato derivato più aperto.
Nessuno si aspettava che un progetto ancora in fase di crescita premesse il tasto «stop» proprio all’inizio del suo periodo d’oro.
I Perp DEX sono in voga, ma i progetti di fascia media trovano sempre più difficile competere
L’intero mercato dei Perp DEX è ancora in crescita, con piattaforme come Hyperliquid, Aster e Lighter che competono continuamente per utenti e liquidità, mentre nuovi progetti come PaperTrade continuano a emergere.
La liquidità è di per sé un business costoso: occorre attrarre market maker, sovvenzionare i maker e fare affidamento su punti, cashback e aspettative di airdrop per conquistare gli utenti trader. Maggiore è la scala, più elevati sono i costi operativi continui richiesti.
Di conseguenza, molti progetti hanno recentemente iniziato a rivedere il proprio approccio, rinunciando a costruire ex novo un sistema completo di trading e liquidità.
Ad esempio, TradeXYZ opera direttamente su HyperCore di Hyperliquid tramite HIP-3; il recentemente lanciato PaperTrade legge direttamente i prezzi BBO di Hyperliquid e utilizza i propri LP per completare gli scambi.
Al contrario, StandX ha scelto di costruire il proprio libro ordini e non ha mai ricevuto finanziamenti da venture capital, affidandosi esclusivamente ai fondi personali del team. Per raggiungere l’attuale scala, quanto costa effettivamente mantenere un tale sistema di liquidità?
L’emissione token (TGE) è stata annullata: come vengono contabilizzati i precedenti investimenti?
Dopo aver deciso di non emettere un token, la domanda più diretta è: che fine fanno i costi sostenuti in previsione dei Points e della TGE?
Nell’ultimo anno, molti utenti hanno negoziato continuamente per accumulare Points, sostenendo effettivamente commissioni, slippage, tassi di funding e costi di immobilizzo del capitale. Se il token non verrà emesso, questi costi non scompaiono naturalmente.
Proprio ora StandX ha presentato il suo piano di rimedio: un airdrop one-time di DUSD alla comunità, senza lock-up, che copre la partecipazione storica (pre-deposito, Alpha, trading su Mainnet, market making e referral).
La spiegazione ufficiale afferma che la maggior parte dei ricavi passati è già stata restituita agli utenti tramite SIP-2 e SIP-3; questa volta, tutti i ricavi residui del progetto saranno destinati all’airdrop, integrati da ulteriori fondi messi a disposizione dal team.
Le richieste per l’airdrop apriranno il 26 ottobre, i ritiri inizieranno il 1° novembre e il termine ultimo è il 31 dicembre.
Considerazioni finali
La chiusura di StandX non significa la fine degli exchange decentralizzati perpetuali (Perp DEX). Al contrario, questo settore è ancora molto attivo e nuovi progetti continuano a emergere.
Tuttavia, StandX rappresenta un caso raro: non ha fallito nella realizzazione del prodotto né ha mancato completamente gli utenti. Piuttosto, dopo aver già generato volume di scambi e raggiunto una certa scala, ha scelto attivamente di interrompere l’attività.
Non lanciare un token deluderà certamente molti utenti che hanno atteso a lungo. Ma almeno, rispetto a quei progetti che hanno compiuto pochi progressi concreti ma continuano a trattenere la comunità con aspettative su Points, airdrop e frasi come «la TGE è imminente», la gestione di StandX questa volta può essere considerata dignitosa.
Non ha riciclato una storia già conclusa trasformandola in una TGE da affidare al mercato secondario. Ha invece utilizzato i ricavi residui e i fondi del team per compensare la comunità, lasciando a StandX almeno una chiusura relativamente dignitosa.
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