Interpretazione di Goldman Sachs: le aziende leader nell'IA sono impegnate nella crescita, ma chi sta rilevando il testimone dei riacquisti azionari statunitensi?
Nota dell'editore: i riacquisti stanno diventando un segnale condiviso di flusso di capitale sia per le azioni statunitensi che per il mercato crypto. Nel settore crypto, alcuni progetti usano i ricavi del protocollo per riacquistare token. Da Hyperliquid, che impiega le commissioni del protocollo per acquistare HYPE, a Pump.fun, che destina parte dei ricavi della piattaforma al riacquisto di PUMP, il mercato crypto lega sempre più «quanto guadagna un progetto» a «come quel ricavo sostiene il valore del token». I riacquisti sono quindi diventati un indicatore di flusso di capitale per valutare i fondamentali del progetto: i ricavi aziendali generano pressione d’acquisto sostenuta e riescono a compensare la pressione di vendita derivante dall’unlock dei token?
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Anche le azioni statunitensi affrontano una domanda simile. I principali fornitori di servizi cloud stanno continuamente aumentando le spese in conto capitale per l’IA, e il mercato teme che maggiore sia la spesa per data center e chip, minore sarà il finanziamento disponibile per i riacquisti azionari. Tuttavia, questa analisi di mercato di Goldman Sachs evidenzia che la crescita dei riacquisti da parte delle aziende infrastrutturali per l’IA ha già superato il calo dei riacquisti dei fornitori di servizi cloud. La forza trainante dei riacquisti sta cambiando, e l’acquisto aziendale complessivo rimane in espansione.
I meccanismi di riacquisto di azioni e token differiscono, ma monitorare l’uso dei fondi è ugualmente cruciale: chi sta guadagnando, chi sta ampliando gli investimenti e chi sta riacquistando costantemente le proprie azioni o token? Questi specifici assetti di capitale stanno diventando una base importante per valutare il valore degli asset.
Di seguito il testo originale:
In breve
· Le spese in conto capitale per l’IA stanno modificando la provenienza dei riacquisti azionari statunitensi; il calo dei riacquisti dei fornitori di servizi cloud non ha ancora causato una contrazione complessiva degli acquisti aziendali.
· La crescita dei riacquisti da parte delle aziende infrastrutturali per l’IA ha superato il calo dei riacquisti dei fornitori di servizi cloud; occorre osservare separatamente gli assetti di capitale lungo i diversi anelli della catena industriale.
· Goldman Sachs prevede che i riacquisti aziendali statunitensi saliranno da 1,5 trilioni di dollari nel 2026 a 1,7 trilioni nel 2027, confermando le aziende come pilastro fondamentale della sua visione rialzista sulle azioni statunitensi.
· L’aumento delle autorizzazioni per i riacquisti indica che le aziende conservano margine per restituire capitale, ma l’effettiva entità degli acquisti dipende dalla scala e dal ritmo di esecuzione.
· Il sentimento degli investitori è debole e l’esposizione netta dei fondi hedge è bassa, lasciando spazio a incrementi successivi delle posizioni, ma servono catalizzatori come i risultati trimestrali per innescarli.
· Il giudizio originale secondo cui l’S&P 500 supererà i 8.000 punti si basa sul miglioramento congiunto di riacquisti, utili e posizionamenti, e non può realizzarsi mediante i flussi di capitale da soli.
Gli investimenti in IA riducono i riacquisti dei fornitori cloud, subentrano le aziende infrastrutturali
Per i flussi di fondi azionari statunitensi, il mercato osserva tipicamente fondi, investitori retail ed esteri. Goldman Sachs però sottolinea che le stesse aziende statunitensi sono da tempo gli acquirenti più stabili di azioni USA, e questa domanda continua ad accelerare.
Il riacquisto di azioni proprie da parte delle aziende rappresenta una fonte importante di tale domanda. Quando queste destinano più liquidità all’espansione dei data center, all’acquisto di chip e ad altre infrastrutture, gli investitori temono naturalmente che i fondi residui per gli azionisti si riducano.
Questa preoccupazione è già evidente tra i grandi fornitori di servizi cloud. Goldman Sachs osserva che i riacquisti dei fornitori iperscalari sono diminuiti, ma la forte crescita dei riacquisti da parte delle aziende infrastrutturali per l’IA ne ha ampiamente compensato il calo.
Pertanto, per valutare l’impatto degli investimenti in IA sull’acquisto di azioni statunitensi, occorre osservare sia la spesa per le costruzioni sia l’offerta di infrastrutture a esso collegata.
L’aumento degli investimenti da parte dei fornitori di servizi cloud e l’espansione dei riacquisti da parte di alcune società infrastrutturali possono verificarsi contemporaneamente. Tuttavia, l’espansione dei riacquisti da parte delle società infrastrutturali non implica che tutti gli investimenti in IA si traducano in profitti o riacquisti per i fornitori.
Nvidia ne è un esempio: il 28 settembre ha annunciato un’ulteriore autorizzazione al riacquisto di 150 miliardi di dollari, portando l’autorizzazione residua totale a 235 miliardi di dollari, dichiarando di prevedere di completare il piano residuo entro la fine dell’esercizio fiscale 2028.
Occorre distinguere due concetti: l’autorizzazione al riacquisto è l’importo che il consiglio di amministrazione consente all’azienda di acquistare, mentre i riacquisti effettivi sono operazioni già eseguite. I 235 miliardi non vanno intesi come fondi già immessi sul mercato, né possono essere considerati tutti riacquisti effettivi in un singolo anno.
Riacquisti previsti a 1,7 trilioni di dollari nel 2027; domanda aziendale ancora in espansione
La crescita dei riacquisti aziendali è già riflessa sia nell’esecuzione effettiva sia nelle nuove autorizzazioni.
Nei primi sei mesi del 2026, i riacquisti complessivi da parte delle società dell’indice S&P 500 sono aumentati del 15% rispetto all’anno precedente; dall’inizio dell’anno alla data di reporting di Goldman Sachs, le autorizzazioni ai riacquisti azionari statunitensi hanno raggiunto circa 1,1 trilioni di dollari, oltre il 20% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
La prima metrica registra riacquisti già effettuati, mentre la seconda riflette la capacità potenziale di esecuzione futura. Le due non possono essere sommate né sostituite l’una con l’altra, ma insieme costituiscono la base della valutazione di Goldman Sachs secondo cui la domanda aziendale rimane solida.
Goldman Sachs prevede che i riacquisti aziendali statunitensi totali raggiungeranno 1,5 trilioni di dollari nel 2026 e saliranno ulteriormente a 1,7 trilioni di dollari nel 2027, con un incremento di circa il 13%. Queste due cifre annuali sono stime, e i dati relativi al 2026 non rappresentano la portata dei riacquisti già completati fino ad oggi.
Oltre ai riacquisti, Goldman Sachs ritiene che la crescita delle acquisizioni societarie in contanti (cash M&A) aumenterà anch’essa la domanda aziendale di azioni. I riacquisti implicano generalmente l’acquisto di azioni proprie da parte delle società; la cash M&A versa invece liquidità agli azionisti delle società acquisite tramite operazioni di acquisizione. Entrambe riguardano il capitale societario, ma la cash M&A non equivale a un pari volume di acquisti immediati sul mercato secondario.
Nel pieno del boom degli investimenti in IA, il settore aziendale conserva comunque la capacità di ampliare la domanda di azioni. Per il mercato, ciò significa che, anche qualora altri investitori restino cauti, le stesse società potrebbero continuare a fornire un sostegno finanziario duraturo.
Sentimento debole, esposizione netta bassa: per aumentare le posizioni serve un catalizzatore
I riacquisti aziendali sono solidi, ma il posizionamento degli investitori resta cauto. Questo contrasto costituisce un ulteriore fondamento della visione rialzista di Goldman Sachs MarketFeed sulle azioni statunitensi.
L’indicatore del sentimento azionario statunitense di Goldman Sachs si trova chiaramente in territorio negativo, riflettendo un debole sentimento di posizionamento degli investitori secondo questa misura. Nel frattempo, i dati più recenti della Goldman Sachs Prime Brokerage (PB) mostrano che l’esposizione netta dei fondi hedge è bassa.
L’esposizione netta può essere approssimativamente intesa come esposizione lunga meno esposizione corta, ed è utilizzata per osservare la tendenza direzionale complessiva dei fondi verso il mercato. Un’esposizione netta bassa indica che le scommesse direzionali al rialzo dei fondi sono relativamente limitate.
Ciò non significa però che le operazioni dei fondi siano inattive o che l’uso della leva sia molto basso. Quando sia le posizioni lunghe sia quelle corte sono elevate, l’esposizione netta può comunque risultare bassa; pertanto, un’esposizione netta bassa non va automaticamente equiparata a posizioni generalmente leggere da parte dei fondi hedge.
Questo stato di posizionamento lascia spazio a successive aggiunte: se le aziende proseguiranno nei riacquisti e gli utili sosterranno i corsi azionari, gli investitori attualmente cauti potrebbero tornare ad aumentare l’esposizione azionaria, generando ulteriore domanda per il mercato.
Un sentimento debole può lasciare spazio all’aumento delle posizioni, ma da solo non ne scatena l’incremento. Se gli utili deluderanno le aspettative, il posizionamento cauto potrebbe persistere. I dati sul posizionamento forniscono quindi condizioni potenziali; il vero catalizzatore dipende ancora dagli utili e dalle performance di mercato.
La chiave della previsione di 8.000 punti resta la capacità degli utili di soddisfare le aspettative
Il commento di Goldman Sachs MarketFeed sostiene che una forte domanda aziendale, un debole sentimento degli investitori, una bassa esposizione netta dei fondi hedge, possibili mega IPO e una nuova stagione di pubblicazione degli utili costituiscono insieme le condizioni perché l’S&P 500 possa presto superare quota 8.000 punti.
Tra questi, gli utili rappresentano la verifica più diretta.
Le stime di consenso degli analisti «bottom-up» indicano che gli utili per azione (EPS) dell’indice S&P 500 per il terzo trimestre 2026 dovrebbero crescere del 27% su base annua. Questa cifra aggrega le previsioni degli analisti sugli utili delle società componenti e riflette le aspettative prima della pubblicazione dei risultati, non una crescita già realizzata.
Un potenziale mega IPO potrebbe stimolare anche la partecipazione degli investitori al dettaglio. Tuttavia, dimensione dell’offerta e tempistiche di quotazione restano incerte: questo fattore rappresenta quindi un possibile catalizzatore di sentiment, non una fonte confermata di acquisti aggiuntivi.
Con l’inizio della stagione degli utili, i profitti societari attireranno maggiore attenzione e il focus della valutazione di mercato potrebbe spostarsi temporaneamente sulle performance aziendali; tassi d’interesse, inflazione e altri fattori macroeconomici continueranno comunque a influenzare le valutazioni.
La struttura degli acquisti societari sta cambiando: la riduzione dei buyback da parte dei fornitori di servizi cloud non ha determinato un calo simultaneo della domanda azionaria nell’intero settore societario, poiché le aziende infrastrutturali per l’IA stanno colmando il divario.
Ciò sostiene le azioni statunitensi. Se tale sostegno si tradurrà in ulteriori guadagni dipenderà dall’effettiva esecuzione delle autorizzazioni ai buyback, dal conseguimento delle aspettative sugli utili e dalla disponibilità degli investitori cauti a riacquistare posizioni.


