Micron è pronta a pubblicare il nuovo report finanziario, con JPMorgan rialzista a 1.540 $.
Riassunto
· JPMorgan prevede che entrate, margine lordo ed EPS di Micron per questo trimestre potrebbero superare le aspettative di mercato; la guida per il prossimo trimestre sarà probabilmente rivista al rialzo;
· I prezzi medi di vendita (ASP) di DRAM e NAND saliranno entrambi circa del 20% su base trimestrale; il divario offerta-domanda per l’HBM potrebbe persistere fino al 2028;
· La copertura degli accordi di fornitura a lungo termine di Micron potrebbe aver superato il 35%, o addirittura il 50%, migliorando sensibilmente la visibilità sugli utili;
· Dal 9 dicembre, Micron restituirà gradualmente il 100% della liquidità eccedente agli azionisti; i buyback saranno il prossimo catalizzatore di valutazione.
Micron pubblicherà i risultati del quarto trimestre fiscale 2026, relativo al periodo che si conclude ad agosto, il 30 settembre. Nel suo ultimo rapporto di ricerca, JPMorgan ha confermato il rating Overweight su Micron e fissato un target price di 1.540 $, con un significativo upside rispetto al prezzo azionario del 25 settembre (1.082,28 $).
In superficie, la logica rimane semplice: i prezzi della memoria continuano a salire.
Ma ciò che questo rapporto di ricerca intende realmente comunicare è che l’attenzione del mercato su Micron sta cambiando. Le sorprese positive sugli utili a breve termine sono solo il primo livello. Più importante, la tensione tra offerta e domanda per HBM, DRAM e NAND potrebbe durare più a lungo del previsto, mentre Micron migliora la certezza degli utili futuri grazie ad accordi di fornitura a lungo termine e meccanismi di restituzione del capitale.
Ciò significa che Micron potrebbe evolvere progressivamente da un tipico «titolo ciclico della memoria» verso un modello di business con un floor di profitto più elevato e flussi di cassa più stabili.
I prezzi di DRAM e NAND continuano a salire; le sorprese positive sugli utili restano supportate
JPMorgan prevede che gli ASP di DRAM saliranno di oltre il 20% su base trimestrale, mentre quelli di NAND potrebbero aumentare di circa il 20%.
Nel contempo, l’avvio della produzione in massa di HBM4 a 12 strati procede a ritmo accelerato. Già lo scorso trimestre, Micron aveva spedito prodotti correlati per oltre 1 miliardo di dollari, con una velocità di ramp-up circa doppia rispetto a quella di HBM3E a 12 strati.
La transizione verso prodotti HBM di fascia alta continua inoltre a spingere al rialzo i margini lordi.
JPMorgan ritiene che il margine lordo di Micron per questo trimestre potrebbe superare la precedente guida aziendale di circa l’86%, trainato da tre fattori: aumento dei prezzi della memoria superiore alle attese, maggiore incidenza di HBM4 e effetto di leva operativa derivante da ricavi in crescita più rapida rispetto ai costi.
Pertanto, anche se la management aveva precedentemente segnalato che «gli aumenti di prezzo rallenteranno sensibilmente», JPMorgan non interpreta tale indicazione come un indebolimento della domanda.
Al contrario, preferisce interpretare questo cambio di passo come un tentativo deliberato di controllare il ritmo degli aumenti: con un’offerta ancora limitata, Micron non spinge i prezzi a breve termine verso l’estremo, ma punta piuttosto a consolidare i rapporti con i clienti e la domanda futura tramite accordi a lungo termine.
Ciò che richiede davvero attenzione non è più solo «di quanto sono aumentati i prezzi quest’anno», ma piuttosto: per quanto tempo ancora durerà questo ciclo rialzista dei prezzi della memoria.
Il divario tra offerta e domanda di HBM potrebbe persistere fino al 2028.
Questa è una delle valutazioni più importanti dell’intero rapporto di ricerca. Una recente preoccupazione del mercato sull’HBM riguarda la possibilità che adeguamenti a determinate specifiche prodotto liberino capacità, allevino la tensione sull’offerta e spingano i prezzi futuri al ribasso. Tuttavia, le stime di JPMorgan indicano che, anche tenendo pienamente conto di tale impatto, l’HBM rimarrà in uno stato di carenza di offerta.
Il suo modello prevede un divario offerta-domanda HBM di circa -20% nel 2026, -19% nel 2027 e ancora -16% nel 2028. Entro il 2028, la carenza cumulata potrebbe addirittura ampliarsi a circa 23 settimane di fornitura.
Ciò significa che, entrando nel 2027–2028, i prezzi HBM conservano ancora una base per ulteriori rialzi, anziché entrare rapidamente in una fase di eccesso di offerta.
L’IA resta la variabile fondamentale della domanda.
Micron ha già rivisto al rialzo la sua previsione sulla dimensione del mercato HBM per il 2027 a «oltre 100 miliardi di dollari». Il team globale di JPMorgan è ancora più aggressivo, stimando che il mercato HBM raggiungerà circa 160 miliardi di dollari nel 2027 e salirà ulteriormente a 282 miliardi di dollari nel 2028.
Se questa tendenza proseguirà, Micron dovrà affrontare non più solo la domanda ciclica tradizionale di DRAM/NAND, ma una domanda incrementale strutturale generata dalle infrastrutture per l’IA.
Più importante degli aumenti di prezzo è che Micron sta iniziando a «fissare» ricavi futuri.
Rispetto ai cambiamenti di prezzo a breve termine, JPMorgan pone maggiore enfasi su un altro indicatore: l’SCA (accordo di impegno di fornitura).
Nel trimestre precedente, Micron ha comunicato di aver firmato 16 SCA, coprendo circa il 20% delle spedizioni di DRAM e il 33% di quelle di NAND.
Di questi, 14 accordi corrispondono a un impegno minimo di acquisto (RPO) complessivo di circa 100 miliardi di dollari; i clienti hanno inoltre fornito circa 22 miliardi di dollari in impegni liquidi o quasi liquidi, inclusi circa 18 miliardi di dollari in depositi in contanti.
Da allora, la direzione di Micron ha dichiarato di aver firmato ulteriori SCA.
Sulla base di questi progressi, JPMorgan stima che la copertura SCA della produzione di bit DRAM e NAND possa aver superato il 35%, con possibilità di superare il 50%.
Per Micron, il significato non è semplicemente «più ordini».
Il problema principale del settore tradizionale della memoria è che la redditività è fortemente correlata alle fluttuazioni dei prezzi spot. Quando l’offerta supera la domanda, i prezzi crollano rapidamente e ricavi e profitti ne risentono subito.
Ma gli accordi di fornitura a lungo termine stanno cambiando questo scenario.
Man mano che una quota crescente di capacità viene bloccata in anticipo tramite SCA, migliorerà la visibilità di Micron su volumi di vendita, prezzi e flussi di cassa per i prossimi trimestri e persino anni. Inoltre, sulla base dei prezzi minimi stabiliti negli accordi, anche a tali livelli Micron dovrebbe mantenere margini lordi futuri significativamente superiori ai massimi registrati nei cicli passati.
Il rapporto osserva che il massimo storico del margine lordo di Micron era circa il 62% e che il «pavimento» di profitto stabilito dall’attuale quadro SCA potrebbe essere sensibilmente superiore. Questo potrebbe essere la chiave per una nuova valutazione del titolo da parte del mercato.
In passato, gli investitori erano abituati ad applicare uno sconto significativo agli utili di Micron quando i prezzi della memoria erano alti, poiché prima o poi i prezzi sarebbero inevitabilmente scesi. Ma se gli accordi a lungo termine riescono effettivamente ad alzare il «pavimento» di profitto, la volatilità degli utili di Micron potrebbe risultare inferiore rispetto ai cicli precedenti.
I data center basati sull'IA stanno ridefinendo la struttura dei ricavi di Micron
I cambiamenti portati dall'IA si riflettono ormai direttamente anche sulla struttura dei ricavi. JPMorgan prevede che i ricavi del business data center di Micron continueranno a raggiungere nuovi massimi, superando significativamente la soglia annuale già raggiunta lo scorso trimestre di oltre 100 miliardi di dollari. Di questi, i ricavi da SSD per data center, dopo aver raddoppiato quelli del trimestre precedente, dovrebbero superare nuovamente i 5 miliardi di dollari quest’ultimo trimestre.
Nel contempo, l’accelerazione della produzione di HBM4 a 12 strati continua a spingere il mix prodotti verso memorie ad alto valore.
Ciò significa che l’impatto dell’IA su Micron non riguarda solo un aumento dei volumi di spedizione, ma modifica simultaneamente tre variabili: prezzi medi di vendita (ASP) più elevati, margini lordi più alti e ordini a lungo termine più stabili.
Per un’azienda tradizionalmente molto dipendente dal ciclo dei prezzi delle memorie commodity, questi tre fattori combinati sono più importanti di un semplice «aumento dei prezzi».
Dopo dicembre, i buyback potrebbero diventare il prossimo tema principale
Oltre all’aumento dei prezzi delle memorie e all’HBM, JPMorgan ha evidenziato specificamente una data: il 9 dicembre 2026, anniversario biennale della firma da parte di Micron dell’accordo finale nell’ambito del CHIPS Act statunitense.
In base agli impegni assunti, Micron restituirà progressivamente al 100% il cash in eccesso agli azionisti, con i buyback come metodo principale e la crescita dei dividendi come integrazione.
Questo è rilevante perché il free cash flow di Micron sta attualmente crescendo rapidamente. JPMorgan stima che, già per il trimestre che termina ad agosto, il free cash flow di Micron potrebbe superare i 24 miliardi di dollari, in aumento di oltre il 30% rispetto ai circa 18,3 miliardi del trimestre precedente.
Se le previsioni si confermassero, il free cash flow cumulato di Micron nei sei trimestri successivi fino alla fine del 2027 potrebbe avvicinarsi ai 200 miliardi di dollari. Il focus del mercato potrebbe quindi spostarsi non più sul «se» Micron effettuerà buyback, ma su «quanto saranno ampi» e «quanto velocemente inizieranno».
Se gli utili rimangono elevati e gli accordi a lungo termine migliorano la certezza dei flussi di cassa, la restituzione di capitale potrebbe diventare un nuovo catalizzatore di valutazione, affiancandosi all’HBM e all’aumento dei prezzi delle memorie.
Micron va ancora considerata un’azione ciclica tradizionale?
JPMorgan mantiene attualmente su Micron un rating Overweight con obiettivo di prezzo a dicembre 2027 fissato a 1.540 dollari. La valutazione si basa su un EPS stimato per FY2028 di 154 dollari, applicando un multiplo P/E di circa 10x. Tuttavia, più significativo dell’obiettivo di prezzo stesso è il mutamento del framework di valutazione sottostante.
In passato, osservando Micron, il mercato poneva spesso una sola domanda centrale: «quando raggiungeranno il picco i prezzi delle memorie?»
Oggi occorre invece considerare simultaneamente molteplici variabili: la domanda strutturale di HBM resta solida, la crescita dell’offerta di DRAM e NAND è limitata; gli accordi di fornitura a lungo termine stanno bloccando una quota crescente di capacità; e Micron sta per entrare in una fase di restituzione su larga scala di liquidità agli azionisti.
Ciò significa che la vera domanda da porsi ora è: se gli aumenti dei prezzi delle memorie persistono, il «pavimento» degli utili è innalzato dagli accordi a lungo termine e i flussi di cassa finanziaranno buyback su larga scala, Micron deve ancora essere trattata come un’azione ciclica altamente volatile come in passato?
Questo potrebbe meritare maggiore attenzione da parte del mercato rispetto al semplice «superamento» delle aspettative nel prossimo report sugli utili.


