Il 25 aprile, PANews ha riportato che il DeFi Education Fund, insieme ad Aave Labs, Uniswap Labs, Paradigm, Andreessen Horowitz e altre istituzioni, ha inviato una lettera alla Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti in risposta alla recente dichiarazione emessa dal Dipartimento dei Trading e dei Mercati riguardo alla registrazione di broker con “interfacce utente non custodiali” per titoli di asset crittografici. I firmatari sostengono l’esclusione, da parte della dichiarazione, delle “interfacce utente non custodiali” che forniscono solo accesso tecnico e consentono agli utenti di gestire autonomamente i propri asset dalla registrazione come broker. Inoltre, esortano la SEC a stabilire regole formali per fornire una definizione più chiara e sostenibile di “broker”, evitando di includere erroneamente nella regolamentazione dei broker fornitori di software neutrale, validatori, RPC/API, oracoli, servizi cloud e altre infrastrutture, offrendo così certezza giuridica a lungo termine per l’innovazione delle infrastrutture blockchain, garantendo al contempo la protezione degli investitori.
In precedenza, la Divisione dei Mercati e del Trading della SEC aveva dichiarato che alcune interfacce di trading DeFi non avrebbero richiesto la registrazione come broker, fornendo spazio politico per applicazioni correlate. Nel frattempo, i sostenitori ritengono che le nuove normative potrebbero coprire partecipanti all’infrastruttura come validatori, API e oracoli. Attualmente, la legislazione sul mercato crittografico degli Stati Uniti, il Clarity Act, è bloccata al Senato.
