In soli trenta giorni, Polymarket ha assunto aggressivamente quattro dirigenti: cosa sta causando questo intenso turnover?

Tapbit Wire - Tapbit NewsTapbit Wire·Fonte:ChainCatcher·
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Oggi Shayne Coplan, fondatore di Polymarket, ha annunciato che Jacob Horne, ex CEO di Zora, è ufficialmente entrato nel team, occupandosi del prodotto con focus sul business DeFi. Si tratta del quarto dirigente chiave assunto in poco più di un mese.

D'altro canto, il rapido raffreddamento dei dati di trading di Polymarket è evidente. Secondo The Block, dopo i Mondiali il volume totale di scambi su Polymarket e sulla sua piattaforma statunitense è sceso da un picco di 14,74 miliardi di dollari a giugno a 12,89 miliardi a luglio, per poi calare ulteriormente a 8,41 miliardi ad agosto, con un calo del 40% in due mesi; il numero di trader attivi mensilmente è invece passato da 667.400 a 336.300, quasi dimezzato.

Nel mezzo di questo forte calo dell’attività di trading, Polymarket sta compiendo mosse frequenti. Di cosa ha paura? Quali strategie sta adottando?

In soli trenta giorni, Polymarket ha assunto 4 dirigenti. Cosa sta cercando di coprire?

In poco più di un mese, Polymarket ha continuamente integrato quattro dirigenti chiave.

Ad agosto, Travis VanderZanden, ex fondatore di Uber e Bird, è entrato per supervisionare la crescita; a settembre, Warren Jenson, ex dirigente di Amazon, EA, Delta e Nielsen, è diventato il primo CFO di Polymarket; Collin McKinney Hill, ex general manager di DoorDash e capo di gabinetto di Ray Dalio, si è unito per gestire le operazioni; l’ultima aggiunta è Jacob Horne, ex CEO di Zora, responsabile dello sviluppo del prodotto con focus sull’avanzamento del DeFi.

Tre mesi fa, Polymarket ha anche assunto Shana Bautista, responsabile delle indagini e dell’intelligence globale. In precedenza aveva lavorato all’FBI e a Coinbase, occupandosi principalmente di rischi come trading anomalo, manipolazione di mercato e insider trading.

Analizzando insieme questi cinque curriculum, l’intento di Polymarket dietro questa intensa ristrutturazione del personale diventa chiaro: sta preparandosi alla prossima fase di espansione potenziando le proprie capacità in crescita, prodotto, operazioni, finanza e sicurezza di mercato.

La pressione immediata per questo ricambio intensivo proviene dalla concorrenza. Analisi di Bloomberg, Reuters e altri media indicano che l’afflusso recente di dirigenti è direttamente legato all’esigenza di recuperare terreno rispetto al principale concorrente Kalshi. Kalshi detiene già un vantaggio significativo nelle categorie ad alta frequenza, come lo sport, con una quota di volume di scambi superiore al 70% in un certo periodo; nel frattempo, dopo il calo dell’entusiasmo per i Mondiali, l’attività di trading di Polymarket è anch’essa in rapido declino.

L’ingresso di dirigenti orientati alla crescita come Travis VanderZanden mira soprattutto a risolvere un problema concreto: come ritrovare la crescita dopo il calo del traffico generato dagli eventi straordinari.

Tuttavia, la pressione non deriva solo dalla concorrenza sul mercato statunitense; anche i prodotti on-chain di Polymarket presentano criticità.

Il CEO di Polymarket Shayne Coplan ha ammesso che, con la crescita aziendale, le prestazioni dei suoi prodotti on-chain sono «diminuite». Anche il team DeFi di Polymarket ha riconosciuto pubblicamente che l’attuale order book centralizzato presenta un notevole debito tecnico. Sebbene il sistema sia stato già ampliato di dieci volte e velocizzato di tre, permangono problemi architetturali sottostanti, e attualmente si sta riscrivendo da zero il motore di abbinamento.

E questo è solo il fronte aziendale. Dopo il ritorno sul mercato statunitense lo scorso anno, Polymarket affronta requisiti normativi e di conformità più stringenti rispetto al passato. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui Shana Bautista è entrata in Polymarket. Quest’anno la CFTC ha avviato un’indagine sulle pratiche di marketing di Polymarket, dopo segnalazioni relative alla promozione di video falsi su trading e profitti creati da creator, attirando l’attenzione regolatoria. Nel frattempo, Polymarket sta gradualmente assumendo talenti in ambito conformità e gestione del rischio provenienti da istituzioni come Robinhood e Nasdaq.

L’ingresso di Warren Jenson come primo CFO sembra un altro tassello del puzzle: Polymarket è entrata in una fase che richiede una gestione finanziaria e patrimoniale più sistematica. Specialmente nel contesto di un’espansione prevista nei mercati statunitense e globale e di una nuova raccolta fondi su larga scala, Jenson dovrà partecipare alla pianificazione finanziaria a lungo termine e alla strategia aziendale.

Ciò emerge anche dai movimenti di capitale. Ad agosto, Intercontinental Exchange (ICE), società madre della Borsa di New York, ha indicato di valutare una partecipazione al nuovo round di finanziamento di Polymarket; a settembre è emerso che 1789 Capital prevede un ulteriore investimento di circa 300 milioni di dollari, nell’ambito di un round da circa 1 miliardo. Se l’operazione andrà a buon fine, la valutazione di Polymarket raggiungerà circa 21 miliardi di dollari.

Pertanto, analizzando insieme questo ricambio dirigenti, la logica sottostante non è complessa: da un lato vi è la concorrenza diretta di Kalshi, la pressione sulla crescita post-Mondiali e la necessità di risolvere i problemi dei prodotti on-chain; dall’altro, i maggiori requisiti normativi, di conformità e finanziari derivanti dal ritorno sul mercato statunitense.

In passato Polymarket ha fatto maggior affidamento sulla crescita guidata dai fondatori e dal prodotto, ma ora che l’azienda inizia a entrare nel mercato statunitense mainstream e a competere per volumi di trading più elevati, deve affrontare le sfide tipiche di una grande fintech.

Polymarket comincia a cambiare i motivi per cui gli utenti aprono la piattaforma

Oltre ai cambiamenti del personale, anche la strategia di Polymarket sta evolvendo.

In passato il traffico di Polymarket dipendeva in larga misura da eventi: elezioni, Coppa del Mondo, decisioni delle banche centrali, eventi sportivi popolari… ogni volta che si verificava un evento sufficientemente rilevante, gli utenti affluivano; al termine dell’evento, però, l’entusiasmo svaniva e il trading si raffreddava. La Coppa del Mondo ne ha dimostrato i limiti di crescita ed evidenziato la sua ciclicità.

Il vero problema che Polymarket deve risolvere è quindi come dare agli utenti un motivo per aprire la piattaforma anche in assenza di grandi eventi.

Dalle azioni recenti, Polymarket sta cercando di fornire le proprie risposte.

  • Il 27 giugno Polymarket ha acquisito l’applicazione per la produttività Craft Agents e parte del team fondatore è successivamente entrata a far parte di Polymarket.

  • Il 29 luglio è stato istituito il Polymarket Institute, interamente finanziato da Polymarket e gestito in modo analogo a un fondo universitario. Oltre alla piattaforma di trading, Polymarket ha iniziato a investire nella ricerca accademica e nello sviluppo teorico dei mercati predittivi;

  • Il 3 settembre Polymarket ha lanciato ufficialmente i contratti perpetui (Perps), coprendo mercati come asset crypto, metalli preziosi, energia e principali indici azionari statunitensi, con leva fino a 20x. Ciò significa che Polymarket sta iniziando a penetrare ulteriormente negli scenari di trading ad alta frequenza;

  • L’8 settembre è stata lanciata la funzionalità sociale Squads: gli utenti possono creare spazi dedicati all’interno della piattaforma per discutere sui mercati, condividere previsioni e partecipare direttamente al trading con amici, portando così all’interno del prodotto stesso discussioni che prima avvenivano fuori piattaforma.

L’impatto a lungo termine di Perps, Squads e degli istituti di ricerca sull’ecosistema dei mercati predittivi richiederà ancora tempo per essere verificato. Tuttavia, se queste iniziative seguono effettivamente la stessa direzione, ciò che Polymarket mira ad ampliare potrebbe non essere semplicemente alcune nuove categorie di trading, bensì l’intero percorso di accesso degli utenti alla piattaforma.

In passato gli utenti arrivavano qui per un evento che li interessava. Oggi sembra voler offrire motivi per aprire Polymarket anche in assenza di eventi specifici: per scambiare asset, discutere sui mercati, cercare opinioni o addirittura trasferire all’interno della piattaforma comportamenti che prima avvenivano altrove.

L’evoluzione da singolo strumento a hub ecologico rivela l’ambizione più degna di attenzione nell’attuale espansione di Polymarket.

Inoltre, il mercato predittivo presenta un punto di ingresso utente particolarmente unico: non è limitato agli utenti crypto e dispone di un bacino di traffico più ampio. Secondo un rapporto di Cointelegraph, uno studio su circa 857.000 utenti attivi di Polymarket ha rivelato che circa il 60% degli utenti novizi della Coppa del Mondo non aveva mai interagito prima con protocolli blockchain.

Pertanto, grazie ai continui miglioramenti recenti di Polymarket su prodotto, trading e funzionalità sociali — che offrono più mercati, strumenti di trading ad alta frequenza e funzionalità sociali — permettendo agli utenti di fare di più una volta entrati nella piattaforma, il futuro di Polymarket non si limita più a crypto e mercati predittivi.