I detentori di Bitcoin nei Paesi Bassi potrebbero essere tassati sui guadagni non realizzati a partire dal 2028
I Paesi Bassi stanno avvicinandosi alla tassazione dei guadagni non realizzati su criptovalute dal 2028, nell’ambito di una riforma del sistema Box 3, sebbene una nuova proposta governativa potrebbe spostare la tassazione al momento della vendita.
Riepilogo
I Paesi Bassi stanno preparando un nuovo sistema Box 3, operativo dal 2028, che tasserà i rendimenti effettivi degli investimenti, inclusi i cambiamenti di valore delle criptoattività.
I possedimenti di Bitcoin e altre criptovalute potrebbero essere tassati sugli incrementi annuali di valore anche senza vendita; le perdite potranno essere riportate a compensazione di futuri guadagni.
La Camera ha approvato il disegno di legge Box 3, ma l’esame al Senato e una nuova proposta governativa per estendere la tassazione ai guadagni realizzati potrebbero ancora modificarne il funzionamento.
Secondo il governo olandese, la proposta di legge «Box 3 sul reddito effettivo» sostituirà il sistema attuale con uno basato su reddito e variazioni di valore degli asset, entrando in vigore il 1° gennaio 2028.
La Camera dei Rappresentanti ha approvato il disegno di legge il 12 febbraio, trasmettendolo al Senato. Il testo è già stato discusso nella camera alta, ma il voto finale è ancora pendente.
Le criptovalute come Bitcoin rientrano generalmente nella categoria Box 3, che copre risparmi e attività finanziarie detenute da contribuenti olandesi. Documenti parlamentari le identificano esplicitamente come asset Box 3, richiedendo la loro dichiarazione.
Secondo il disegno di legge approvato dalla Camera, la maggior parte degli asset sarà soggetta alla tassa sulla crescita patrimoniale (vermogensaanwasbelasting), che considera sia il reddito generato dall’asset sia le variazioni del suo valore per calcolare il rendimento effettivo.
Per i detentori di criptovalute, ciò significa che un aumento del valore di Bitcoin o di un altro asset digitale potrebbe generare un obbligo fiscale anche senza aver ceduto i token.
Guadagni su criptovalute tassati senza vendita
La proposta originale Box 3 calcola le variazioni di patrimonio in base al valore degli asset in diversi momenti dell’anno fiscale. La documentazione parlamentare olandese specifica che le criptovalute rientreranno nell’approccio basato sulla crescita patrimoniale, con il loro andamento di valore incluso nel calcolo del rendimento effettivo.
Un investitore che detenga Bitcoin per tutto l’anno potrebbe quindi essere tassato sull’incremento di prezzo senza aver convertito l’asset in euro.
Anche le perdite sono trattate in modo equivalente: il governo olandese precisa che le diminuzioni di valore possono essere compensate con guadagni futuri, consentendo il riporto delle perdite.
Interessi, dividendi e altri redditi diretti dagli asset costituiscono un ulteriore elemento del calcolo; alcune spese connesse alla produzione di reddito da investimento potranno invece essere dedotte.
Immobili e azioni di startup e scale-up qualificate sono trattati diversamente: le variazioni di valore saranno tassate solo al momento della realizzazione del guadagno o della perdita (es. vendita), per evitare di tassare prima che il contribuente abbia ricevuto liquidità dalla cessione di un asset illiquido.
La criptovaluta non era inclusa in tale eccezione ai sensi della legge approvata dalla Camera.
Questa distinzione potrebbe essere particolarmente rilevante per le attività digitali, poiché i prezzi delle criptovalute possono variare notevolmente entro un singolo anno. Durante le discussioni parlamentari, funzionari olandesi hanno riconosciuto che chi investe esclusivamente in criptovalute potrebbe registrare un ingente guadagno in un anno e una consistente perdita nell’anno successivo.
I Paesi Bassi stanno riesaminando la tassazione dei redditi della casella 3
La legge attualmente in esame al Parlamento non è più l’unica proposta a definire il futuro della casella 3.
In una lettera inviata al Parlamento il 29 settembre, il Primo Ministro Rob Jetten, il Ministro delle Finanze Eelco Heinen e il Sottosegretario alle Finanze Eugène Eerenberg hanno proposto di estendere la tassazione delle plusvalenze agli strumenti finanziari a partire dal 2028.
La modifica proposta comporterebbe che gli asset ricompresi in tale categoria siano generalmente tassati sulle plusvalenze realizzate, anziché annualmente sulla rivalutazione contabile ancora non realizzata.
Le detenzioni dirette di criptovalute non rientrano generalmente nella stessa categoria giuridica degli strumenti finanziari tradizionali, quali azioni, obbligazioni e opzioni. Pertanto, secondo l’attuale orientamento del piano, le criptovalute rimarrebbero soggette al metodo della crescita patrimoniale nella prima fase del nuovo sistema della casella 3.
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Il governo prevede di estendere gradualmente il sistema delle plusvalenze anche agli altri asset della casella 3, sostituendo definitivamente la tassazione annuale sulle variazioni di valore non realizzate con quella applicata al momento della realizzazione delle plusvalenze.
Per gli investitori in criptovalute, questa distinzione significa che le regole del 2028 non rappresentano ancora la forma definitiva del quadro fiscale a lungo termine del governo olandese. Le modifiche richiedono ancora l’approvazione legislativa e parlamentare, mentre la vigente Legge sulla casella 3 sui redditi effettivi è ancora all’esame del Senato.
Il registro ufficiale legislativo del Senato indica che la Camera ha approvato la legge di base a febbraio, dopo la sua prima presentazione nel maggio 2025. Il ramo superiore ha tenuto un dibattito plenario il 30 giugno, mentre i parlamentari continuano ad esaminare le modifiche proposte al quadro normativo.
Una mozione che avrebbe espresso assenza di obiezioni alla ritirata della legge è stata respinta dal Senato il 7 luglio.
La dichiarazione fiscale relativa alle criptovalute si sta espandendo in tutta l’UE
Modifiche al calcolo delle plusvalenze entrano in vigore mentre le autorità fiscali acquisiscono maggiori informazioni sulle transazioni in criptovalute.
Le norme DAC8 dell’Unione Europea sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026, imponendo ai prestatori di servizi di asset crittografici di raccogliere dai clienti dati identificativi fiscali e informazioni sulle transazioni. Come già riportato da crypto.news, il quadro di reporting riguarda scambi tra criptovalute e valute fiat, transazioni tra criptovalute e trasferimenti verso indirizzi esterni.
I documenti parlamentari olandesi precisano che le informazioni sulle criptovalute raccolte ai sensi della DAC8 saranno messe a disposizione dell’autorità fiscale nazionale e potranno essere utilizzate per verificare i dati dichiarati nelle dichiarazioni dei redditi.
Le regole di reporting e il metodo di calcolo dell’imposta costituiscono parti distinte del sistema: la DAC8 disciplina la raccolta e lo scambio di informazioni, mentre la casella 3 determina come sono tassati redditi e variazioni di valore degli asset nei Paesi Bassi.
Misure analoghe di reporting sono già in fase di sperimentazione in altri paesi europei. Di recente, il Consiglio di Stato francese ha respinto un ricorso d’urgenza volto a sospendere il decreto nazionale di attuazione della DAC8, mentre procede un altro ricorso mirato alla sua annullazione.
Nel frattempo, la Germania sta valutando modifiche proprie alla tassazione delle criptovalute. Una proposta del Ministero delle Finanze prevede l’applicazione di un’aliquota del 25% sulle plusvalenze derivanti da criptovalute a partire dal 2028, potenzialmente eliminando l’attuale esenzione per gli asset detenuti oltre un anno.
La Grecia ha invece intrapreso un percorso diverso: le autorità stanno preparando un’imposta del 15% sulle plusvalenze da criptovalute, che integrerà formalmente gli asset digitali nel codice tributario nazionale.
La riforma della Casella 3 segue anni di controversie legali
La riforma della Casella 3 nei Paesi Bassi segue anni di sentenze giudiziarie e controversie sull’uso, da parte del paese, di rendimenti investiti presunti.
Nel sistema vigente, la Casella 3 si è generalmente basata su rendimenti fissi o nozionali anziché tassare semplicemente il rendimento effettivamente conseguito da ciascun contribuente. L’Amministrazione fiscale olandese afferma che le regole transitorie restano applicabili alle stime provvisorie per il 2026, sebbene i contribuenti possano richiedere la rettifica del reddito della Casella 3 qualora il rendimento effettivo risulti inferiore a quello nozionale.
Il proposto Atto sulla Casella 3 a Rendimento Effettivo mira a sostituire tale struttura con una tassazione basata sul reddito effettivo e sul rendimento degli asset.
I documenti governativi definiscono i rendimenti effettivi come la combinazione di redditi derivanti dagli asset e della loro variazione di valore (positiva o negativa), al netto dei debiti applicabili e dei costi deducibili.
Il governo continua a esaminare modifiche al disegno di legge, mantenendo comunque il 2028 come data di entrata in vigore prevista. La sua linea temporale ufficiale per la Casella 3 precisa che la normativa attuale resta alla base del nuovo sistema mentre i decisori politici lavorano a ulteriori adeguamenti e studiano un modello di tassazione delle plusvalenze.
Per la proposta attuale, il Senato rappresenta l’ostacolo legislativo successivo. Il suo registro parlamentare elenca l’Atto sulla Casella 3 a Rendimento Effettivo ancora in fase di esame, lasciando le regole applicabili a Bitcoin e ad altri asset crittografici soggette a ulteriori modifiche prima dell’entrata in vigore prevista per il 2028.
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