Ultimo discorso del CEO di StarkWare: gli aggiornamenti di Ethereum troppo lenti, Starknet sta valutando l’indipendenza?
Riassunto
·Starknet sta valutando il passaggio da L2 di Ethereum a una blockchain indipendente di livello 1 per controllare autonomamente gli aggiornamenti della sicurezza della rete.
·Eli Ben-Sasson ritiene che calcolo quantistico e intelligenza artificiale stiano accelerando i cambiamenti nel panorama della sicurezza crittografica e che le blockchain debbano prepararsi con largo anticipo.
·Starknet possiede già ZK-STARKs e flessibilità crittografica, ma come L2 la sua sicurezza rimane vincolata all’architettura sottostante di Ethereum.
·Ben-Sasson propone che Starknet possa raggiungere una sicurezza resistente al calcolo quantistico entro il 2027, mentre Ethereum ha fissato la fine del 2029 come obiettivo per un aggiornamento completo resistente al calcolo quantistico.
·Il prezzo di STRK è recentemente salito significativamente, ma la transizione a L1 è ancora in fase di discussione e non è ancora diventata un piano formale di implementazione.
Nota dell’editore: Con il crescente numero di Layer 2 di Ethereum che competono per utenti, liquidità e applicazioni, Starknet ha iniziato a riflettere su una domanda più fondamentale: deve continuare a essere un L2?
L’8 ottobre, Eli Ben-Sasson, co-fondatore e CEO di StarkWare, ha tenuto un intervento a TOKEN2049 e successivamente condiviso su X i punti chiave del discorso. Ha proposto che il team sta valutando diversi percorsi tecnici, incluso il passaggio di Starknet a una blockchain indipendente di livello 1. Questa riflessione non è motivata da velocità delle transazioni, commissioni o espansione dell’ecosistema, bensì da una sfida a lungo termine: il calcolo quantistico e l’IA potrebbero minacciare prima del previsto il sistema crittografico esistente.

Queste dichiarazioni hanno attirato l’attenzione del mercato. Con l’emergere di L1 indipendenti e sicurezza resistente al calcolo quantistico come nuovi temi di dibattito, il prezzo di STRK è salito significativamente. Secondo un report di TokenPost dell’8 ottobre, STRK ha registrato un guadagno del 26% nelle ultime 24 ore.
Tuttavia, ciò che rende davvero interessante questa discussione non è solo il prezzo del token. Come rete basata su ZK-STARKs, Starknet possiede già alcuni vantaggi tecnologici in termini di resistenza al calcolo quantistico, ma dipende ancora da Ethereum per le garanzie di sicurezza di base. Se il ritmo degli aggiornamenti di Ethereum non soddisfa le sue esigenze, Starknet dovrebbe scegliere l’indipendenza?
Questo potrebbe rappresentare un tentativo importante da parte di Starknet di ridefinire la propria posizione strategica a lungo termine.
Le minacce quantistiche e lo sviluppo dell’IA stanno modificando la logica della sicurezza blockchain
Ben-Sasson ha aperto il suo tweet con una domanda: per maggiore flessibilità e adattabilità nell’era post-quantistica, è una buona o una cattiva idea far transitare Starknet a L1?
Ritiene che il settore crittografico debba oggi concentrarsi contemporaneamente su due grandi cambiamenti: i progressi nel calcolo quantistico e il rapido miglioramento delle capacità dell’intelligenza artificiale.
Riguardo al calcolo quantistico, ha avvertito che la relativa minaccia potrebbe manifestarsi prima di quanto generalmente previsto dal mercato. In particolare, l’IA sta accelerando i progressi nella ricerca matematica, riducendo ulteriormente la finestra temporale prima che il sistema crittografico esistente diventi vulnerabile.

I progressi dell’IA nel campo della matematica potrebbero porre nuove sfide alla sicurezza crittografica esistente.
Ha citato specificamente il progetto ecdsa/fail. Questa ricerca, frutto della collaborazione tra ricercatori umani e strumenti IA, ottimizza continuamente i circuiti per il calcolo quantistico mirati alla crittografia a curve ellittiche, cercando di ridurre le risorse computazionali necessarie per futuri attacchi quantistici.
Ciò non significa che i computer quantistici attuali siano già in grado di violare i sistemi crittografici usati da Bitcoin o Ethereum, ma dimostra che le risorse teoriche richieste per tali attacchi potrebbero diminuire con l’ottimizzazione degli algoritmi.
Ben-Sasson ritiene quindi che il settore non possa attendere l’effettivo arrivo del cosiddetto «Q-Day» prima di agire. Con Q-Day si intende il momento in cui la potenza di calcolo quantistico diventerà sufficiente a minacciare i principali sistemi crittografici a chiave pubblica attualmente in uso.
E anche se si mettesse temporaneamente da parte il calcolo quantistico, i rapidi progressi dell’IA stessa stanno comunque generando nuove sfide per la sicurezza.

Ben-Sasson ha sottolineato che la sicurezza resistente ai quanti non equivale alla capacità di resistere a tutte le minacce alla sicurezza generate dall’IA.
Secondo lui, le blockchain devono entrare in una sorta di «modalità bunker», costruendo in anticipo un’architettura di sicurezza in grado di rispondere in modo continuo alle minacce future.
Ciò ha anche modificato il suo approccio alla prossima generazione di valute digitali.
Ha descritto l’evoluzione della moneta passata dall’oro al «gold digitale» Bitcoin, quindi a Zcash, un gold digitale focalizzato sulla privacy. La domanda successiva è: quali altre caratteristiche dovranno avere le future risorse digitali?

Dall’oro a Bitcoin e Zcash, quali caratteristiche avranno le prossime valute digitali?
La sua risposta punta sulla sicurezza a lungo termine e sulla capacità di aggiornarsi continuamente di fronte a nuove minacce tecnologiche.
Starknet possiede già vantaggi tecnologici resistenza-quantistica, ma dipende ancora da Ethereum
Per rendere una blockchain resistente alle future minacce quantistiche e dell’IA, Ben-Sasson ha evidenziato due condizioni fondamentali: adottare la giusta tecnologia crittografica e possedere la Crypto Agility.
La prima riguarda le fondamenta di sicurezza attualmente adottate dalla blockchain, mentre la seconda determina se la rete può passare agevolmente a nuovi meccanismi di sicurezza quando le soluzioni crittografiche esistenti saranno esposte a nuovi rischi.
Su entrambi i fronti, Starknet ritiene di possedere alcuni vantaggi intrinseci.
Il primo è rappresentato dai ZK-STARKs. A differenza di alcuni sistemi di prova basati sull’ipotesi di sicurezza delle curve ellittiche, il sistema STARK si fonda principalmente su ipotesi di sicurezza legate alle funzioni hash, rendendolo più adeguato a resistere ai noti percorsi di attacco quantistico.
Il secondo è la capacità nativa di astrazione degli account di Starknet. Gli sviluppatori possono configurare logiche diverse di verifica delle firme per gli account, garantendo maggiore flessibilità per migrare in futuro verso schemi di firma post-quantistica.
StarkWare ha già pubblicato una roadmap per la migrazione alla sicurezza post-quantistica ed effettuato esperimenti su portafogli e schemi di firma. Tuttavia, questi vantaggi tecnologici non significano che l’intera rete Starknet abbia già raggiunto una sicurezza resistente ai quanti completa.
Il vero problema è che Starknet rimane una L2 dipendente da Ethereum.
Come Layer 2 di Ethereum, Starknet invia parte dei dati delle transazioni e delle informazioni sullo stato a Ethereum, ottenendo garanzie di sicurezza tramite i meccanismi sottostanti di quest’ultimo.
Ciò significa che, anche qualora il sistema di prova, le firme degli account e altri componenti crittografici di Starknet fossero aggiornati, alcuni collegamenti chiave potrebbero comunque dipendere dai tempi di aggiornamento di Ethereum.
Nella sua roadmap tecnica pubblicata in precedenza, StarkWare ha esplicitamente indicato che il passaggio di messaggi tra catene e i meccanismi di disponibilità dati legati a Ethereum costituiscono dipendenze esterne nella migrazione post-quantistica.
In altre parole, Starknet può controllare gran parte dei propri aggiornamenti tecnologici, ma non può decidere autonomamente quando la rete sottostante completerà la corrispondente migrazione della sicurezza. Questo è esattamente il motivo principale per cui Ben-Sasson ha iniziato a discutere di un L1 indipendente.
Da L2 a L1: ciò che Starknet desidera è l'autonomia sugli aggiornamenti della sicurezza
In un recente tweet, Ben-Sasson ha chiarito che il team sta valutando diverse opzioni, tra cui quella di trasformare Starknet in un Layer 1 indipendente.
Il suo ragionamento è semplice: se Starknet diventasse un L1, potrebbe controllare autonomamente la propria migrazione della sicurezza senza dover attendere che Ethereum o Bitcoin agiscano per primi.
Secondo lui, i tempi potrebbero essere la variabile più critica.
Ben-Sasson afferma che Ethereum mira a raggiungere una sicurezza completamente resistente ai computer quantistici a livello L1 entro la fine del 2029, mentre Bitcoin non ha ancora fissato un calendario esplicito simile.
Al contrario, ritiene che Starknet possa raggiungere questo obiettivo già nel 2027. Ciò significa che, qualora la roadmap tecnica proceda regolarmente, Starknet potrebbe completare la migrazione completa verso una sicurezza resistente ai quanti prima di Ethereum.
Tuttavia, è importante precisare che il 2027 è un obiettivo tecnico potenziale proposto da Ben-Sasson, non un impegno formale di Starknet a completare la transizione a L1 entro tale data.
Per Starknet, passare a L1 non significa semplicemente interrompere la dipendenza da Ethereum. Un L1 indipendente deve istituire e mantenere autonomamente i propri meccanismi di consenso, sicurezza e disponibilità dati, oltre a sostenere i relativi incentivi per i validatori, la manutenzione della rete e i costi di sicurezza. Alcune garanzie fondamentali originariamente fornite da Ethereum andranno quindi realizzate tramite una nuova architettura.
Pertanto, sebbene un L1 indipendente possa offrire maggiore autonomia tecnica, non implica necessariamente una maggiore sicurezza della rete.
Le domande a cui Starknet dovrà rispondere cambieranno di conseguenza: da come ottenere una scalabilità più efficiente su Ethereum, a come costruire autonomamente un sistema di sicurezza fondamentale sufficientemente affidabile e sostenibile.
Al momento di questa dichiarazione pubblica, Starknet non ha annunciato una decisione finale sulla transizione né ha pubblicato un piano completo per la migrazione a L1.
Il motivo per cui le osservazioni di Ben-Sasson hanno attirato l’attenzione è legato anche all’attuale contesto competitivo nel settore Layer 2.
Negli ultimi anni, la narrazione principale sui L2 di Ethereum si è concentrata sulla scalabilità: throughput di transazioni più elevato, commissioni più basse ed esperienza utente migliore. Ma con l’ingresso sul mercato di sempre più rollup e altre reti di scaling, affidarsi esclusivamente al miglioramento delle prestazioni rende sempre più difficile creare vantaggi differenziati duraturi.
Per un progetto come Starknet, centrato sulla tecnologia delle prove a conoscenza zero, la sicurezza quantistica potrebbe offrire una nuova direzione strategica.
Se Starknet riuscirà a dimostrare un vantaggio tecnologico verificabile nel campo della sicurezza post-quantistica, la sua logica competitiva potrebbe evolversi dal confronto tradizionale sulle prestazioni di scalabilità alla sicurezza degli asset a lungo termine, alla protezione della privacy e alle capacità di aggiornamento crittografico. Questo è uno dei motivi per cui il mercato ha iniziato a rivalutare Starknet.
Tuttavia, resta un divario tra l’aumento del prezzo del token e il valore a lungo termine del progetto.
Ciò che il mercato sta attualmente scambiando riguarda soprattutto le aspettative su potenziali roadmap tecnologiche e posizionamenti futuri, non una trasformazione della rete già implementata. Anche se Starknet decidesse infine di diventare un L1, dovrebbe comunque dimostrare che un modello operativo indipendente può garantire sicurezza adeguata, supporto per gli sviluppatori e domanda reale d’uso.
Ciò che il mercato sta attualmente scambiando riguarda soprattutto le aspettative su potenziali roadmap tecnologiche e posizionamenti futuri, non una trasformazione della rete già implementata. Anche se Starknet decidesse infine di diventare un L1, dovrebbe comunque dimostrare che un modello operativo indipendente può garantire sicurezza adeguata, supporto per gli sviluppatori e domanda reale d’uso.
La visione delineata da Ben-Sasson alla fine del suo tweet prevede che Starknet diventi una rete in grado di eseguire transazioni, pagamenti, generare rendimenti e detenere asset a lungo termine, sia in pubblico che in privato, con sicurezza resistente ai computer quantistici e flessibilità crittografica.

Starknet punta a unire privacy, sicurezza post-quantistica e flessibilità crittografica per esplorare la prossima generazione di reti per asset digitali.
Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, Starknet deve prima definire la propria futura architettura sottostante.
Da L2 di Ethereum a potenziale L1 indipendente, Starknet sta esplorando un percorso diverso dalla tradizionale competizione sullo scaling. Quanto alla possibilità che la sicurezza quantistica diventi davvero un nuovo vantaggio competitivo, ciò dipende ancora dalla capacità di realizzare gli aggiornamenti tecnologici e dall’effettiva creazione, da parte di una rete indipendente, di un sistema di sicurezza ed economico sostenibile.


